martedì 11 agosto 2015

Lo scettro del re Salomone.

Questa favola è tratta dall'opera "Leggende del Nord Africa" a cura di Alberto Arecchi e illustrazioni di Davide Danti, Edizioni Dell'Arco.

Il re Salomone, rinomato anche nella Bibbia per la sua proverbiale saggezza e per la sua umiltà dinanzi a Dio, non riposava mai, mai nessuno lo vide sdraiato e neppure seduto: era sempre in piedi appoggiato al suo scettro di guida e di potere e così morì, in quella stessa posizione. E vi rimase per alcuni giorni, sino a quando una piccola termite non intervenne disintegrando lo scettro in legno ed ecco allora che anche il grande Salomone si accasciò a terra.
Tutti nel frattempo vedendolo impertubabile avevano continuato a lavorare alacramente.
Anche il più grande degli uomini deve lasciare lo scettro del comando per un principio biologico e divino: non siamo immortali, come diceva un caro amico poeta "Siamo solo di passaggio". Importante è creare, essere operativi e lottare per i nostri obiettivi fino all'ultimo respiro e, se avremo saputo seminare bene, qualcuno coglierà i nostri frutti tramandandoli e facendoli rivivere...forse è l'unico modo per divenire in un certo senso "immortali" nella mente di chi ci ha amato e di chi saprà ascoltare e vedere qualcosa di noi! 


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