giovedì 13 agosto 2015

La moda anni 30'.

Gli anni ’20, che furono un periodo di grandi cambiamenti, erano passati e nel 1929 iniziò il periodo della Grande Depressione. Era terminato il periodo del divertimento. La donna ideale non era più una ragazzina spensierata, ma una donna più adulta, seria ed elegante. Il simbolo dell’epoca erano le gonne lunghe almeno a meta polpaccio e con la linea della vita al posto giusto. Le signore alla moda allungavano le gonne aggiungendo dei pezzi di stoffa nella parte inferiore.
Semplicità, comodità e versatilità erano le caratteristiche più richieste nel periodo della crisi.
Come nei periodi di guerra, la donna doveva affrontare diverse difficoltà e ciò si rifletteva nella moda. Al posto della donna disinvolta, vivace e felice, arrivò l’immagine di una donna forte, lavoratrice, che sopravviveva in un’epoca difficile, ma allo stesso tempo molto femminile.
All’inizio degli anni ’30 era molto diffuso l’abito scuro con colletto piatto bianco. Un altro segno distintivo erano le spalle dritte, larghe. Prima l’effetto allargante si otteneva con le sciarpe, le pieghe, i drappeggi. Dal 1934 invece cambiò la forma dei vestiti: le spalle divennero più larghe e nel 1936 apparvero le spalline imbottite.
In quel periodo scomparvero i completi. Così tutto il look si basava non sull’abbinamento perfetto dei colori dei vestiti, ma degli accessori: cappellino, borsetta, guanti e scarpe. Il ruolo degli accessori era enorme. Per la maggior parte delle donne una borsa o un cappello erano l’unico modo di ravvivare l’immagine. Erano molto di moda diversi tipi di cappelli: piccoli, grandi, con bordi larghi, di pelliccia., ricamati e altri.
Siccome nel periodo della crisi i veri gioielli molti non potevano permetterseli, si diffuse la bigiotteria economica.
Hollywood influenzò molto la moda degli anni ’30. Per tanta gente il cinema era l’unica possibilità di trascorrere il tempo libero e tutto quello che vedevano sullo schermo si trasferiva nella vita quotidiana: modelli di abiti, acconciature, trucco. Proprio dal cinema, infatti, è arrivata l’immagine della donna ideale: capelli schiariti, ondulati, trucco non eccessivo e labbra rosse.
Nella moda di ogni giorno erano popolari le stampe geometriche: quadretti e righe, stampa a pois, stampe a piccoli fiori molto realistiche.
I nomi più noti di quel periodo sono Coco Chanel, Madeleine Vionnet e Elsa Schiaparelli.
Madame Vionnet ha inventato il taglio sbieco, in diagonale, per creare i suoi lunghi abiti da sera che sottolineavano il corpo.
Gli abiti lunghi si indossavano non solo la sera ma anche per il cocktail. Gli abiti erano molto scollati, spesso con la schiena scoperta. Questi abiti sottili, che seguivano la forma del corpo richiedevano non solo un corpo ideale, ma anche un intimo perfetto. Così un’azienda americana iniziò a produrre l’intimo elasticizzato.
Alla fine degli anni ’30 si sono delineate due tendenze principali: lo stile - caratterizzato dalle vite ristrette e dalle gonne ampie - antecedente al new look (che sarebbe arrivato invece alla fine degli anni ’40), e lo stile degli anni della seconda guerra mondiale. Ma con l’arrivo degli anni ’40 vinse quest’ultimo.
A differenza degli anni ’20 la moda degli anni ’30 fu un periodo di linee precise, forme nette e idee innovative nel costruire l’abbigliamento.


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