mercoledì 12 agosto 2015

Giustizia divina.










Questa favola e' tratta dall'opera "Leggende del Nord Africa" a cura di Alberto Arecchi e illustrazioni di Davide Danti, Edizioni Dell'Arco.
Emerge sui tre loschi personaggi una figura dalla veste candida che rappresenta la bonta' e la luce  divina e il cui intervento terreno precede quello divino.
Dio infatti vede tutto nella sua unicita' e, pur restando immobile, muove tutto.
Dio e' unita', immensita' e onniscienza secondo il concetto ripreso dai presocratici e adattato al mondo cristiano.
Dio è Nous ovvero è la forza diversificatrice e ordinatrice qualificabile come "intelletto", per Anassagora, secondo cui pero' si tratta di una sorta di principio naturale.
Il cristianesimo invece allude all'espressione di entita' intelligente.
Per Aristotele il Nous e' l'attivita' che regola il comportamento degli esseri animali (l'uomo fa parte della specie animale) ed è l'attivita' che regola e da' ordine all'intero universo che giace nel caos.
Ed ecco che Dio, intelligenza suprema, "colui al di la' del quale nulla esiste (secondo Anassimandro), invia l'Arcangelo Gabriele tramutandolo in un cavaliere per portare al visir un messaggio col sigillo regale al fine di dare ordine al censimento.
Dio, al di sopra del re e nella sua immobilita', muove tutto creando caos per risollevare ed elevare l'animo umano alla giustizia terrena e divina...riportando l'ordine in tutte le cose dell'universo.

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